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HIV e AIDS

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  VIE DI TRASMISSIONE
rapporto sessuale non protetto con un partner sieropositivo Trasmissione verticale
(da madre a figlio)
- in utero;
- durante il parto;
- durante l’allattamento
Uso di droghe per endovena (ormai raro in Occidente: sangue o derivati di sangue infetto)

INFEZIONE DA HIV

L’HIV viene trasmesso da una persona sieropositiva ad un’altra persona. L’HIV può essere trasmesso da una persona infettata anche se questa non appare malata o non è risultata “positiva” al test dell’HIV. Questo può accadere perché la presenza degli anticorpi anti-HIV può non essere rilevata nel sangue fino anche a sei mesi dopo l’avvenuta infezione. Infatti, dopo l’infezione, gli anticorpi anti-HIV specifici richiedono del  tempo per essere prodotti, nonostante il virus sia già presente e si replichi. Questo periodo di assenza di anticorpi anti-HIV specifici può variare da un minimo di 20 giorni ad un massimo di sei mesi dopo l’avvenuta infezione e si chiama “periodo finestra”. L’infezione nel periodo finestra può essere individuata mediante la ricerca dell’RNA virale nel sangue.

 

La maggior parti dei fluidi corporei delle persone sieropositive contengono una quantità di virus sufficiente a trasmettere l’infezione ad altre persone. Questi fluidi corporei includono il sangue, le secrezioni vaginali, lo sperma e il latte materno. Anche le lacrime e la saliva sarebbero teoricamente in grado di trasmettere il virus. Tuttavia, non sono mai stati segnalati casi di trasmissione dell’HIV attraverso questi fluidi.

 

Le attività a rischio di trasmissione dell’HIV, e le relative vie di trasmissione, sono:

 
  • Rapporti sessuali non protetti (secrezioni vaginali, sperma, sangue)
  • Utilizzo di aghi contaminati per il consumo di droga (sangue)
  • Gravidanza o allattamento da parte di donne sieropositive. I neonati possono contrarre l’HIV tramite la placenta (sangue) o il latte materno (latte)
  • Trasfusioni sanguigne (sangue); in occidente,  l’infezione tramite trasfusione è ora estremamente rara grazie agli eccellenti controlli delle banche del sangue.
 
La maggioranza dei contagi da HIV-1 avviene tramite il rapporto sessuale non protetto.
 

 

ISTITUZIONI ITALIANE COINVOLTE
 
   
  CENTRO NAZIONALE AIDS  
       
  ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’  
       
  MINISTERO DELLA SALUTE  
       
  MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI  
       
  OSPEDALE S. GALLICANO  
       
  UNIVERSITA’ DI URBINO  
       
       
   
 
   
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