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  GLOSSARIO SCIENTIFICO
 
A
 

adiuvante: una sostanza inclusa in una formulazione vaccinale per migliorare o cambiare le proprietà immuno-stimolanti di un vaccino.

AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita): l’ultimo stadio della malattia indotta da HIV, caratterizzato da un grave  deterioramento del sistema immunitario e suscettibilità ad una serie di infezioni opportunistiche e tumori.

anticorpo: una molecola proteica che combatte le infezioni nel sangue o nei fluidi corporei, individua, neutralizza e contribuisce alla distruzione di microrganismi patogenici (ad esempio: batteri, virus) o tossine. Gli anticorpi, generalmente conosciuti come immunoglobuline, sono prodotti e secreti dai linfociti B in risposta alla stimolazione da parte degli antigeni. Ogni anticorpo è specifico e si lega solamente all’antigene che ha stimolato la sua produzione.

anticorpo anti-HIV di legame: un anticorpo che si lega ad alcune componenti dell’HIV. Gli anticorpi di legame possono o meno portare all'eliminazione del virus.

anticorpo monoclonale: anticorpo specifico, prodotto da un singolo linfocita B e che pertanto riconosce solamente un epitopo (piccola porzione ristretta) dell’antigene.

anticorpo neutralizzante: un anticorpo che impedisce al virus di entrare ed infettare la cellula, in genere attraverso il blocco dei siti di legame del virus per i recettori presenti sulla superficie delle cellule.

Immunogeno (antigene): ogni sostanza che stimola la produzione di anticorpi da parte del sistema immunitario. Gli antigeni sono spesso sostanze estranee all’organismo come batteri o virus.

APC - cellula presentante l’antigene: cellula B, macrofago, cellula dendritica o ogni altra cellula che ingerisce e digerisce corpi estranei come i virus e offre (presenta) i frammenti di antigene risultanti sulla sua superficie per attirare ed attivare le cellule CD4+ che rispondono specificamente a quell’antigene.

 
B
 

braccio: un gruppo di partecipanti in una sperimentazione clinica, riceventi tutti lo stesso trattamento, intervento o placebo.

 
C
 

CD4+ (linfocita T): cellula immunitaria che porta sulla sua superficie un marcatore noto come "cluster di differenziazione 4" (CD4). Queste cellule sono il bersaglio primario dell’HIV. Anche note come cellule T helper, le cellule CD4+ aiutano l’orchestrazione del sistema immunitario, incluse le risposte anticorpali e le risposte dei linfociti T citotossici.

CD8+ (linfocita T): cellula immunitaria che porta sulla sua superficie il marcatore chiamato "cluster di differenziazione 8" (CD8). Le cellule CD8 possono essere linfociti T citotossici o linfociti T soppressori.

cellula dendritica: cellula del sistema immune con processi filiformi chiamati dendriti che catturano l’antigene, presentandolo ai linfociti T.  

challenge (infezione sperimentale): negli esperimenti sui vaccini, indica l'esposizione intenzionale di un animale all’agente infettivo. Tali esperimenti non vengono mai condotti sull’uomo.

citochine:  proteine solubili con attività para-ormonali prodotte principalmente dai globuli bianchi e che agiscono da messaggeri tra cellule. Le citochine possono stimolare o inibire la crescita e l’attività di diverse cellule immunitarie. Le citochine sono essenziali al coordinamento della risposta immunitaria e possono essere anche usate come adiuvanti immunologici. La replicazione virale dell’HIV è regolata da un delicato equilibro tra le citochine.

consenso informato: un accordo firmato dagli eventuali volontari di una sperimentazione clinica che indica la loro comprensione riguardo a (1) perché viene condotta la ricerca, (2) l’obiettivo finale dei ricercatori, (3) quello che sarà fatto durante la ricerca e per quanto tempo, (4) quali rischi comporta, (5) quali benefici ci si può aspettare dalla sperimentazione, se sono previsti, (6) alternative disponibili, e (7) il diritto del volontario di lasciare la sperimentazione in qualsiasi momento.

correlato di immunità (correlato di protezione): le risposte immunitarie che devono essere presenti per proteggere un individuo da una certa infezione. I correlati specifici di immunità nella trasmissione di HIV sono ancora ignoti.

criterio di inclusione/esclusione: criteri di ordine sanitario o scientifico per i quali una persona può essere inclusa o meno in una sperimentazione clinica. Ad esempio, alcune sperimentazioni possono escludere persone con malattie croniche del fegato o con allergie ad alcuni medicinali.

 
D
 

DNA (acido desossiribonucleico): catena molecolare che forma una doppia elica presente trovata all'interno del nucleo di ogni cellula. Il DNA contiene le informazioni genetiche che codificano le proteine e permettono alle cellule di riprodursi e compiere le loro funzioni.

doppio-cieco (studio in): una sperimentazione clinica in cui né il personale addetto allo studio né i partecipanti sanno quali partecipanti stanno ricevendo il principio attivo (ad es., il vaccino sperimentale) e quali stanno ricevendo un placebo o un'altra terapia. Si ritiene che gli studi in doppio-cieco producano risultati obiettivi, in quanto le aspettative del ricercatore e del volontario non condizionano i risultati.

 
E
 

efficacia: nella ricerca sui vaccini, si tratta dell'abilità di un vaccino di produrre l’effetto clinico desiderato, come ad esempio la protezione contro una specifica infezione, alla posologia ottimale in un certo campione di popolazione. Un vaccino può essere esaminato per l'efficacia in prove cliniche di Fase 3 se dimostra di essere sicuro e promettente negli studi clinici di  Fase 1 e 2.

env: un gene di HIV che codifica per la proteina, precursore delle proteine di involucro gp120 e gp41 che sono generate quando la gp160 viene tagliata nelle due componenti.

epitopo: uno specifico sito su un antigene che stimola la risposta immunitaria specifica, come la produzione di anticorpi o l'attivazione di cellule immunitarie.

evento avverso: in una sperimentazione scientifica, un effetto non desiderato rilevato in uno o più partecipanti allo studio. Il termine è usato sia nel caso che l’effetto venga attribuito al principio attivo (ad es., il vaccino) in studio che in caso contrario.

 
G
 

gene regolatore: geni di HIV (nef, rev, tat, vpr) che regolano la replicazione virale nelle cellule infette.

 
I
 

immunità: resistenza, naturale o acquisita, del sistema immunitario ad una specifica malattia. L'immunità può essere parziale o completa, specifica o non specifica, di lunga durata o temporanea.

immunità cellulo-mediata (immunità cellulare): la risposta immunitaria coordinata dai linfociti T helper e citotossici.  Questa parte del sistema immunitario designa come bersaglio le cellule infettate da microrganismi come virus, funghi ed alcuni batteri.

immunità sterilizzante: una risposta immunitaria che previene completamente il sopravvenire di un’infezione.

immuno-deficienza: un malfunzionamento o l'inabilità di certe parti del sistema immunitario, che rendono così una persona suscettibile a malattie che normalmente non verrebbero contratte.

immunogenicità: l'abilità di un antigene o di un vaccino di stimolare la risposta immunitaria.

infezione opportunistica: una malattia causata da un organismo che di solito non provoca malattie in una persona con un sistema immunitario normale. Persone con infezione da HIV avanzata soffrono di infezioni opportunistiche dei polmoni, cervello, occhi e altri organi.

involucro: superficie esterna di un virus, anche chiamata rivestimento.  

isolato: un particolare ceppo di HIV-1.

 
L
 

linfocita: un tipo di globulo bianco prodotto negli organi linfoidi e che è il principale responsabile delle funzioni del sistema immunitario. Presente nel sangue, nella linfa e nei tessuti linfoidi.

linfocita T: globulo bianco essenziale per la risposta immunitaria. Tra questi i linfociti CD4+ e i CD8+. La “T” sta per timo, dove i linfociti T maturano.

linfocita T citotossico (CTL): cellula del sistema immunitario che può distruggere cellule tumorali e cellule infettate da virus, funghi ed alcuni batteri. I CTL presentano il marcatore CD8. I CTL uccidono le cellule infettate dai virus, mentre gli anticorpi bersagliano i virus presenti nel sangue. Le risposte CTL sono ritenute essere un correlato di immunità contro l’HIV, ma questo non è ancora stato provato.

linfocita T helper: linfocita che reca il marcatore CD4. I linfociti T helper sono le principali cellule regolatorie della risposta immunitaria. Esse sono responsabili di molte funzioni del sistema immunitario, inclusi l’inizio e la fine della produzione di anticorpi, e sono l’obiettivo principale dell’infezione da HIV.

 
M
 

macrofago: cellula del sistema immunitario nei tessuti che capta e distrugge i patogeni invasivi e altri intrusi. I macrofagi stimolano le altre cellule immunitarie mettendole a contatto con materiale derivato dall’ingestione di particelle estranee. I macrofagi possono anche contenere grandi quantità di HIV senza essere uccisi, funzionando come serbatoi del virus.

MHC (complesso maggiore di istocompatibilità): gruppo di geni che controlla certi aspetti della risposta immunitaria. Fra i prodotti di questi geni vi sono gli antigeni di istocompatibilità, come gli antigeni HLA di classe I, che sono presenti in tutte le cellule con un nucleo e fungono da marcatori per distinguere il proprio materiale dall’esterno (seld da non-self).

monocita: cellula del  sangue che ingerisce microbi o altre cellule e particelle estranee. Quando un monocita passa dalla circolazione sanguigna ai tessuti, si trasforma in un macrofago.

 
P
 

parenterale: somministrato per endovena o tramite iniezione. Ad esempio, i medicinali o i vaccini possono essere somministrati tramite iniezione nello strato adiposo sottopelle (sottocutaneo), o nel muscolo (intramuscolare). I medicinali, ma non i vaccini, possono anche essere somministrati nelle vene (per endovena).

patogenesi: serie di eventi che porta allo sviluppo di una malattia. Nel caso di infezioni, corrisponde alle modalità con cui un microbo (batterio, virus ecc.) causa malattia nell’organismo ospite.

peptide: un composto formato dall’unione di due o più aminoacidi.

placebo: una sostanza inattiva somministrata ad alcuni dei partecipanti ad una sperimentazione, mentre gli altri ricevono l'agente da valutare, per avere un termine di paragone riguardo agli effetti ottenuti.

plasmide: un anello di DNA extracromosomale, spesso di origine batterica, che si replica autonomamente.

protocollo: piano particolareggiato di una sperimentazione clinica che definisce il razionale della sperimentazione, lo scopo, il dosaggio, le vie di somministrazione, la durata dello studio, i criteri di inclusione e gli altri aspetti del progetto sperimentale.

 
R
 

recettore: una molecola sulla superficie della cellula che serve come sito di riconoscimento o di legame per gli antigeni, gli anticorpi o altri componenti cellulari o immunologici.

retrovirus: HIV e altri virus che trasportano il loro materiale genetico sotto forma di RNA e hanno l’enzima della trascrittasi inversa che consente di trascrivere l’RNA in DNA. Nella maggior parte degli animali e delle piante, il DNA si trascrive normalmente in RNA, quindi “retro” è utilizzato per indicare la direzione opposta.

RNA (acido ribonucleico): molecola a filamento singolo formato da mattoncini, simile al DNA. I segmenti di RNA nelle cellule rappresentano copie di porzioni della sequenza del DNA nel nucleo. L’RNA è l’unico materiale genetico dei retrovirus.

 
S
 

SHIV: virus ibrido costruito geneticamente da componenti dell’HIV e del SIV. Questo permette l’infezione della scimmia e la valutazione contemporanea degli effetti della risposta immune contro l'HIV nel modello animale.

SIV (virus dell’immunodeficienza delle scimmie): un virus simile all’HIV che infetta e causa una malattia simile all’AIDS in alcune specie di scimmie.

sottotipo: anche chiamato “clade”. Uno schema di classificazione degli isolati di HIV basato su differenze genetiche.

T
 

Tat: gene regolatore dell’HIV che controlla la replicazione e propagazione del virus nell’organismo ospite.

 
V
 

vettore: nella ricerca sui vaccini, un batterio o un virus che non provoca malattia nell’uomo e viene utilizzato nei vaccini costruiti geneticamente per trasportare i geni codificanti antigeni nel corpo e indurre la risposta immunitaria.

viremia: la presenza di virus nel sangue.

virus: un microorganismo composto di pezzi di materiale genetico – RNA o DNA – rivestito da una o più componenti proteiche. Per replicarsi, un virus deve infettare una cellula ed utilizzarla per  produrre nuove particelle virali.

 

 

 

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